Chi siamo

Siamo due amici, nati e cresciuti qui: Tomaso Armento, Marco Tacchino. Sono stati i nostri nonni a trasmetterci l’amore per il lavoro e la disciplina della terra e uno spirito innovativo, che potete ritrovare in produzioni fuori dagli schemi, concepite in vigna prima e seguite in cantina poi.

Forti del Vento La forza e la leggerezza. La materia e lo spirito. Tutto si genera per via di contrasto.

Così il nostro nome, ispirato dai meravigliosi castelli dell’Alto Monferrato Ovadese e dai venti che soffiano sulle nostre colline, ma soprattutto dalla saldezza delle nostre radici e dalla passione che ci guida nel nostro personalissimo ritorno al futuro.

Crediamo nei metodi di coltivazione antichi, nel mantenimento della fertilità del suolo attraverso metodi naturali come il sovescio: preserviamo i boschi e le siepi e consideriamo gli insetti nostri alleati per il mantenimento della ricchezza derivante dalla biodiversità.

Vinnatur, agricoltura biodinamica per vini da ricordare.

Nei nostri vini c’è il nostro modo di essere e di pensare. A noi piace fare (e anche degustare) il vino. Il nostro obiettivo è ricondurre l’assaggiatore a tutto quello che c’è dietro il prodotto:il lavoro, il rispetto per il territorio, per le sue qualità tipiche e per il vitigno da cui proviene.

A volte ci si perde in un bicchiere d’acqua. Per noi è importante ritrovarsi in un bicchiere di vino.

Siamo nell'Alto Monferrato, in un'area a nord della Liguria che forma un immaginario triangolo con ai vertici i comuni di Ovada, Rocca Grimalda e Castelletto d'Orba, attraversata dall'A 26, che sale da Genova e divide in due il Piemonte fino alle Alpi.

Cinque ettari vitati su terreni collinari a circa 300 metri di altitudine con i filari sistemati a girapoggio, cioè seguendo le linee di livello perpendicolarmente alle pendenza della collina, sistema ideale per sfruttare al massimo l'esposizione. Per combattere l'azione erosiva delle piogge e favorire l'equilibrio delle sostanze necessarie al terreno si usa l'inerbimento. Abbiamo lavorato molto per restaurare e recuperare vecchie vigne di dolcetto, alcune di queste hanno i filari disposti su ciglioni, ovvero leggeri terrazzamenti su cui poggiano le viti. Le altre uve coltivate sono barbera, chardonnay, albarossa, incrocio fra chatus (nebbiolo di Dronero, una varietà diversa dal nebbiolo, rilevata nel 2001 con l'impiego di marcatori microsatellitari dall'equipe della dottoressa Schneider) e barbera effettuato dal prof. Giovanni Dalmasso nel 1938, e il nibiö, varietà storica di dolcetto dell'Alessandrino che ha rischiato di scomparire a causa della sua bassa produttività.